Stato di famiglia e altri certificati anagrafici senza imposta di bollo

Stato di famiglia e altri certificati anagrafici senza bollo

I certificati anagrafici, come lo stato di famiglia e il certificato di residenza, richiesti da studi legali per la notifica di atti giudiziari possono essere rilasciati esenti da imposta di bollo.

Lo stabilisce l’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 24/E emessa in data 18/04/2016 ha stabilito che lo stato di famiglia e gli altri certificati anagrafici, come ad esempio lo stato di famiglia o il certificato di residenza, possono essere rilasciati esenti da imposta di bollo qualora vengano richiesti da studi legali per la notifica di atti giudiziari, in quanto atti  “antecedenti, necessari e funzionali” ad un procedimento giurisdizionale, con ciò confermando la natura residuale dell’applicazione dell’imposta di bollo sugli atti giudiziari che risulta non dovuta in presenza di corresponsione del contributo unificato.

Infatti sulla base delle disposizioni legislative attualmente vigenti (Testo Unico delle Disposizioni Legislative e Regolamentari in materia di spese di giustizia -D.P.R. 115/2002) l’imposta di bollo “…. Non si applica …agli atti e provvedimenti del processo civile, compresa la procedura concorsuale e di volontaria giurisdizione, del processo amministrativo e del processo tributario, soggetti al contributo unificato. L’imposta di bollo non si applica, inoltre, alle copie autentiche, comprese quelle esecutive, degli atti e dei provvedimenti, purché richieste dalle parti processuali. Atti e provvedimenti del processo sono tutti gli atti processuali, inclusi quelli antecedenti, necessari o funzionali.”

Stato di famiglia e altri certificati come atti giudiziari

La maggior parte degli atti giudiziari quindi che siano direttamente collegati ad una procedura giudiziale e che vengano richiesti dalle parti processuali sono esenti da imposta di bollo quando sono assoggettati al versamento del contributo unificato.

L’Agenzia delle Entrate già con la Circolare n. 70 del 14/08/2002 aveva chiarito il significato di “procedimento”  e “processo” precisando che  “il legislatore, non facendo distinzione tra i termini ‘procedimento’ e ‘processo’, ha inteso, quindi, subordinare tutti gli atti e i provvedimenti dei procedimenti giurisdizionali al contributo unificato, escludendoli allo stesso tempo dall’imposta di bollo”, rilevando altresì che “tra gli atti e provvedimenti del processo cui si applica il contributo unificato devono essere inclusi quelli antecedenti, necessari e funzionali” e che “ai fini dell’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo deve ricorrere non solo il presupposto oggettivo appena esaminato, legato alla tipologia degli atti (atti processuali), ma è necessario anche che il soggetto beneficiario dell’esenzione rivesta la qualità di parte processuale (presupposto soggettivo).”

Atti funzionali al processo

Con la Risoluzione n.24/E l’Agenzia delle Entrate è intervenuta nuovamente sull’argomento, disponendo in modo inequivocabile nonché definitivo che i certificati anagrafici  che in origine sono soggetti all’imposta di bollo in base al D.P.R. 642/1972, qualora vengano richiesti da un parte processuale o dal patrocinatore legale nell’ambito di un procedimento giurisdizionale, possano rientrare nella categoria di atti funzionali al processo e pertanto debbano essere rilasciati esenti da bollo, come ad esempio nel caso del certificato di stato di famiglia o residenza che sia richiesto da un avvocato per eseguire la notifica di un atto giudiziario.

 

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